Scuola Materna "T. Petrobelli"

e Nido Integrato - Parrocchia S. Cuore di Gesù Bertipaglia

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L’alunno è il protagonista attivo della propria educazione.

L’attività educativa della nostra scuola dell’infanzia ha come obbiettivo fondamentale la promozione della personalità del bambino, favorendo lo sviluppo della coscienza di sé e della realtà.

L’attività scolastica tende dunque:

  • a ricercare il significato delle cose, cioè ad educare ad un uso corretto della ragione, come apertura alla realtà in tutti i suoi fattori, attraverso la verifica dell’ipotesi educativa proposta dall’educatrice che appassioni l’alunno a ciò che lo circonda, stimolandone curiosità e stupore.
  • Alla scoperta e alla valorizzazione della tradizione nella quale si è inseriti come ipotesi interpretativa del reale per aiutare a guardare con attenzione il presente in quanto carico della ricchezza del passato.
  • Alla formazione di una coscienza critica per costruire personalità mature che, dal paragone tra sé e tutta la realtà, siano in grado di giudicare ed agire, provvedendo così con il proprio contributo al bene di tutti.

La scuola vuole valorizzare la posizione di stupore di fronte alla realtà che genera la curiosità e il desiderio di sapere il perché tipici del bambino. A partire da questa consapevolezza, la proposta educativa si sviluppa innanzitutto nel riconoscimento dell’unicità di ogni bambino in continuità con la propria personale storia. Il bambino è stimolato all’incontro con la realtà che è fatta di persone e cose e la conosce attraverso i sensi e l’esperienza corporea, mettendosi in gioco con tutto se stesso, imparando “facendo” e guardandosi mentre agisce:infatti impara e “fa sue” le cose toccando, guardando, ascoltando. Perché il rapporto con l’insegnante sia significativo occorre accogliere e accompagnare ogni bambino creando punti di riferimento stabili, predisponendo un tempo e uno spazio appositi, dentro una semplicità di proposte. È importante quindi curare la preparazione di situazioni che diventino per il bambino possibilità di far proprie le cose, sostenere la sua creatività,aprirlo ed introdurlo a riconoscere la bellezza della realtà circostante perché possa compiere un passo in più nella consapevolezza di quello che accade intorno a lui in modo tale che il suo “io in azione” diventi sempre più ricco di significato. Per questo l’educatrice apre ad un incontro con il mondo suscitando interesse, generando curiosità e facendo emergere domande per far si che il bambino sia aiutato a riconoscere la sua identità e la realizzi integralmente attraverso l’immediatezza della presenza dell’educatrice e la semplicità dei gesti e dei giochi quotidiani.

Le esperienze vissute ogni giorno sono condivise dall’educatrice così che il bambino possa essere indotto a interagire con esse, utilizzando al meglio le proprie risorse. Per questo anche il docente non è chiamato solo a programmare delle risposte a delle domande o a dei bisogni, ma soprattutto a vivere l’avventura dell’incontro con una persona diversa dall’adulto che può dare risposte impreviste, dalle quali l’insegnante stesso non può prescindere nel definire il passo successivo. Il bambino con la curiosità e la voglia di conoscere ed imparare e con l’urgenza delle proprie domande è aiutato a guardare l’educatrice non come ad un modello da imitare, ma come un punto stabile di riferimento, propositivo ed insieme di stimolo e di verifica di tutte le acquisizioni. Il bambino è invitato a partecipare attivamente a tutte le proposte della scuola come possibilità di reale coinvolgimento, di paragone e quindi di conoscenza e di crescita.

Il criterio pedagogico di Francesco Faà di Bruno ribadisce con forza la centralità della persona umana, mira ad una corretta impostazione pedagogica nel percorso educativo finalizzata alla formazione integrale della persona, per introdurla alla cultura e alle realtà in maniera sistematica e critica.

L’educatore,secondo Francesco Faà di Bruno:

  • pone al centro della sua azione la persona
  • afferma la capacità dell’uomo di usare l’intelligenza per conoscere il vero e il bene
  • promuove la formazione integrale di ogni individuo
  • include la dimensione religiosa che permea tutta l’educazione
  • è uno strumento di evangelizzazione
  • promuove il dialogo tra fede e ragione
  • aiuta la persona a scoprire la sua dignità come essere libero

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Ultimo agg. 10/10/2014

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